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I diversi tipi di output

All'inizio l'output era costituito dall'accensione o meno di mini lampadine organizzate in file orizzontali sul pannello di controllo dell'elaboratore, cioè bit, da interpretare in esadecimale oppure ottale o in binario. Esempio di dispositivi di output, specialmente per quello finale, sono i display oppure le stampanti. Le interfacce grafiche consentono di avere un output più facilmente comprensibile. Sono presenti anche gli altoparlanti, che consentirono anche un output sonoro.

Lo schermo

Cos'è?

il monitor collegato a un computer è generalmente considerato una periferica di uscita (output). Se dotato di funzionalità touch screen, può funzionare anche come periferica di ingresso (input), assumendo le funzioni di tastiera e mouse. Il collegamento al computer può avvenire tramite diverse porte, tra le più diffuse VGA, DVI, HDMI, DisplayPort, SDI e USB-C. Alcuni monitor possono inoltre integrare altoparlanti per la riproduzione audio o altri accessori, come porte USB, Ethernet o webcam con microfono.

Tipologie

Esistono diversi tipi di monitor, utilizzati anche in contesti non strettamente informatici, con funzioni e caratteristiche specifiche. Alcuni monitor sono impiegati nei banchi di regia dei centri di produzione e diffusione TV, e sono dotati di robustezza, interfacciabilità e trasportabilità. Altri sono destinati ad apparecchiature medicali, con display sia a colori che monocromatici e curva standard DICOM.Esistono inoltre monitor per il controllo e la visualizzazione di apparecchiature scientifiche e industriali, come sistemi analitici fisici e chimici, sistemi robotizzati e impianti di monitoraggio in tempo reale. Alcuni monitor sono integrati in prodotti di largo consumo e sistemi multimediali, come console per videogiochi portatili e navigatori satellitari, fornendo un output video. Alcuni monitor possono disporre di touch screen, ovvero display interattivi sensibili alla pressione delle dita o a movimenti specifici, che consentono di differenziare le azioni in base all’interazione dell’utente.

Le casse

Cosa sono?

L'altoparlante (dall'inglese loud-speaker - colui che parla forte o ad alto volume) è un dispositivo trasduttore elettroacustico, atto a convertire il segnale elettrico audio in onde sonore (tipicamente, la musica, il parlato, i suoni ambientali, pre-registrati o diretti, ecc.), facilmente percepibili dall'udito anche a grande distanza, in ambienti chiusi o aperti. In pratica, è il componente principale dei diffusori acustici e delle cuffie-auricolari, i quali sono costituiti anche da un volume risonante, per accentuare le frequenze medio-basse e basse del altoparlante stesso. Tra i vari tipi, il più diffuso oggi è l'altoparlante magnetodinamico, costituito schematicamente da tre parti: il telaio, che unisce e sorregge gli altri due componenti, il magnete ed il cono diffusore (o capsula o altra forma) compreso della bobina elettrica e delle sospensioni deformabili con le quali è collegato al telaio; al cono è affidato il compito di porre in vibrazione l’aria, seguendo le sollecitazioni del segnale elettrico che proviene dal amplificatore e che scorre nella bobina. Al magnete spetta il compito di creare il giusto campo magnetico entro il quale reagisce la bobina che muove il cono, producendo la pressione sonora.

Tipologie

Le casse acustiche si dividono principalmente in attive, dotate di amplificazione interna e pronte all'uso, e passive, che richiedono un amplificatore esterno separato. A seconda dello spazio e delle prestazioni desiderate, si può optare per modelli da scaffale (bookshelf), compatti e versatili, o da pavimento (a torre), capaci di una pressione sonora superiore e bassi più profondi.

Esistono poi tipologie specializzate come i subwoofer, dedicati esclusivamente alle frequenze ultra-basse, e i monitor da studio, progettati per offrire un suono neutro ideale per la produzione musicale. Per l'intrattenimento domestico moderno, le soundbar e i sistemi home theater sono le soluzioni standard per migliorare l'audio dei televisori, mentre i diffusori Bluetooth o Wi-Fi puntano tutto sulla portabilità e l'integrazione smart.

Le cuffie

Cosa sono?

Gli auricolari, detti anche cuffiette o cuffie, sono dei dispositivi trasduttori elettroacustici (solitamente doppi) da posizionare molto vicino al timpano delle orecchie (uno a destra e uno a sinistra), per poter ascoltare e/o monitorare segnali audio sterofonici (musica, film, telefonate, programmi radio e TV, ecc), ma anche monofonici, a volumi abbastanza alti da sovrastare i rumori esterni, ma anche abbastanza bassi per non disturbare i vicini.

Tipologie

Le cuffie si distinguono principalmente per il formato fisico: le over-ear avvolgono completamente l'orecchio offrendo comfort e isolamento elevati, le on-ear poggiano sul padiglione per una maggiore compattezza, mentre gli in-ear (auricolari) si inseriscono nel condotto uditivo per la massima portabilità. A queste si aggiungono le cuffie a conduzione ossea, che trasmettono il suono tramite vibrazioni sulle tempie lasciando l'orecchio libero, ideali per chi pratica sport all'aperto e deve restare vigile sull'ambiente circostante.

Un'altra distinzione fondamentale riguarda il design acustico e la connessione: i modelli chiusi isolano dai rumori esterni, mentre quelli aperti offrono un suono più naturale e spazioso, pur disperdendo audio all'esterno. La scelta tecnologica spazia poi tra la fedeltà delle cuffie cablate, preferite da audiofili e professionisti, e la praticità dei modelli wireless (Bluetooth), oggi spesso dotati di cancellazione attiva del rumore (ANC) per eliminare elettronicamente i disturbi ambientali.