Sensi in altri animali
Oltre ai cinque sensi che tutti conosciamo, vista, udito, olfatto, gusto e tatto,
noi riceviamo continuamente input dal mondo esterno. Molti animali hanno sensi che noi non abbiamo:
possono percepire campi elettrici o magnetici, per esempio. Tra i più noti ci sono gli uccelli migratori, che possono usare il campo magnetico terrestre come una bussola, per orientarsi durante i loro viaggi.
Di recente, alcuni studi hanno suggerito indizi di un senso magnetico subconscio negli esseri umani: ma è ancora tutto da chiarire se e quanto sia importante.
Un altro esempio sono gli squali e le razze che sono in grado di rilevare debolissimi campi elettrici prodotti dai muscoli e dal sistema nervoso delle loro prede. Questo senso, chiamato elettrorecezione, consente loro di cacciare anche in acque torbide o al buio completo.
Equilibrio
Il senso di equilibrio ci permette di capire come siamo orientati rispetto alla gravità,
se stiamo subendo accelerazioni o se stiamo girando in tondo. Ci permette quindi di capire se
siamo a testa in su o a testa in giù o se stiamo cadendo.
È mediato dal labirinto e dai canali semicircolari dell'orecchio interno. Questi canali
sono orientati perpendicolarmente tra loro, così da poter registrare le tre coordinate
spaziali. I canali sono pieni di liquido, che in corrispondenza di un improvviso cambiamento di
direzione si muove facendo ondeggiare le ciglia delle cellule che trasmettono poi il segnale al
sistema nervoso.
Propriocezione
Anche chiamato cinestesia, è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del
proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, senza il supporto
della vista. La propriocezione assume un'importanza fondamentale nel complesso meccanismo
di controllo del movimento tramite i neuroni di feedback sensoriale. Questo senso è già
presente nel feto di sette mesi, che comincia a distinguere gli stimoli esterni da quelli
interni.
Ci rendiamo meno conto dell'importanza di questo senso, ma è uno dei più importanti,
ci permette infatti di grattare il naso, senza di esso non sapremmo trovarlo.
Recettori dei gas atmosferici
Quando respiriamo, l'organismo tiene sotto costante controllo la quantità di ossigeno e di diossido di carbonio che inaliamo tramite chemosensori nell'aorta, nella carotide e alla base del cervello. L'organismo reagisce di conseguenza aumentando o diminuendo la frequenza e il
volume di respirazione. È utile notare che negli esseri umani è la quantità di diossido di carbonio, un gas incolore e inodore, che impedisce al
sangue di trasportare l'ossigeno ai tessuti, a generare la sensazione di soffocamento.
Per questo anche gas inerti come l'azoto o l'elio sono molto pericolosi ad esempio se qualcuno entrasse in una stanza piena di azoto puro soffocherebbe
nel giro di un minuto, senza accorgersi di nulla finché non perdebbe conoscenza di colpo.