| Le eruzioni islandiche sono tranquille e producono lava molto fluida che scorre lentamente su grandi distanze. Questo tipo di magma è povero di gas, quindi non ci sono esplosioni violente. Le colate di lava costruiscono vulcani bassi e larghi, con pendii dolci. Queste eruzioni durano spesso a lungo, modificando lentamente il paesaggio. Sono tipiche delle zone di dorsale oceanica, come l’Islanda. |
Le eruzioni hawaiiane sono principalmente effusive e caratterizzate da lava fluida che forma lunghe colate. Il magma contiene pochi gas, quindi le esplosioni sono rare e il materiale piroclastico è scarso. I vulcani che producono queste eruzioni hanno coni dolci e ampi. Le eruzioni possono durare mesi o anni, creando paesaggi vulcanici estesi. Tipici esempi si trovano nelle Hawaii, come il Mauna Loa e il Kilauea. |
Le eruzioni stromboliane sono brevi, ripetitive e intermittenti, con esplosioni che lanciano lapilli, bombe vulcaniche e gas. La lava è più viscosa rispetto a quella hawaiiana, quindi tende a costruire coni più ripidi. Queste eruzioni avvengono spesso in vulcani attivi da lungo tempo. Producono paesaggi caratteristici di piccoli coni e crateri aperti. Un esempio famoso è il vulcano Stromboli in Italia. |
Le eruzioni vulcaniane sono violente ma di breve durata e si verificano quando il magma è più viscoso e ricco di gas. Generano colonne di cenere e lapilli che possono raggiungere l’atmosfera e inoltre, possono formare colate piroclastiche attorno al cratere e frammenti di roccia solida. Queste eruzioni alterano rapidamente il cono vulcanico e sono pericolose per le aree circostanti. Sono tipiche di vulcani con magma intermedio. |
Le eruzioni peleane coinvolgono lava molto viscosa che intrappola i gas, provocando esplosioni violentissime. Producono colate piroclastiche rapide e molto distruttive, composte da gas caldi, cenere e frammenti di roccia. I vulcani risultanti hanno pendii ripidi e coni instabili. Queste eruzioni possono devastare ampie aree in pochissimo tempo. Un esempio storico è il Montagne Pelée in Martinica. |
Le eruzioni pliniane sono tra le più violente e prolungate, con colonne di cenere alte decine di chilometri. L’emissione di gas, cenere e lapilli è massiccia, e può causare il collasso parziale del vulcano. Sono eruzioni catastrofiche, in grado di distruggere città e territori circostanti. Creano spesso caldere o grandi depressioni sul cono vulcanico. Un esempio celebre è il Vesuvio nel 79 d.C., che distrusse Pompei e Ercolano. |