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La classificazione

I vulcani possono essere classificati secondo diversi criteri che permettono di comprenderne il comportamento e le caratteristiche principali.
In particolare, tre criteri principali vengono utilizzati dagli studiosi:
Attività del magma – distingue i vulcani che emettono lava in superficie (effusivi) da quelli in cui il magma resta intrappolato all’interno della crosta (intrusivi).
Stato di attività – individua i vulcani attivi, che possono eruttare, i quiescenti, inattivi da lungo tempo ma potenzialmente attivi e gli estinti, che non erutteranno più.
Tipo di eruzione – classifica le eruzioni in base alla violenza, alla frequenza e ai materiali espulsi, distinguendo tra islandiche, hawaiiane, stromboliane, vulcaniane, peleane e pliniane.

Tipo di eruzione


Islandiche Hawaiiane Stromboliane Vulcaniane Peleane Pliniane
Le eruzioni islandiche sono tranquille e producono lava molto fluida che scorre lentamente su grandi distanze.
Questo tipo di magma è povero di gas, quindi non ci sono esplosioni violente.
Le colate di lava costruiscono vulcani bassi e larghi, con pendii dolci.
Queste eruzioni durano spesso a lungo, modificando lentamente il paesaggio.
Sono tipiche delle zone di dorsale oceanica, come l’Islanda.
Le eruzioni hawaiiane sono principalmente effusive e caratterizzate da lava fluida che forma lunghe colate.
Il magma contiene pochi gas, quindi le esplosioni sono rare e il materiale piroclastico è scarso.
I vulcani che producono queste eruzioni hanno coni dolci e ampi.
Le eruzioni possono durare mesi o anni, creando paesaggi vulcanici estesi.
Tipici esempi si trovano nelle Hawaii, come il Mauna Loa e il Kilauea.
Le eruzioni stromboliane sono brevi, ripetitive e intermittenti, con esplosioni che lanciano lapilli, bombe vulcaniche e gas.
La lava è più viscosa rispetto a quella hawaiiana, quindi tende a costruire coni più ripidi.
Queste eruzioni avvengono spesso in vulcani attivi da lungo tempo.
Producono paesaggi caratteristici di piccoli coni e crateri aperti.
Un esempio famoso è il vulcano Stromboli in Italia.
Le eruzioni vulcaniane sono violente ma di breve durata e si verificano quando il magma è più viscoso e ricco di gas.
Generano colonne di cenere e lapilli che possono raggiungere l’atmosfera e inoltre, possono formare colate piroclastiche attorno al cratere e frammenti di roccia solida.
Queste eruzioni alterano rapidamente il cono vulcanico e sono pericolose per le aree circostanti.
Sono tipiche di vulcani con magma intermedio.
Le eruzioni peleane coinvolgono lava molto viscosa che intrappola i gas, provocando esplosioni violentissime.
Producono colate piroclastiche rapide e molto distruttive, composte da gas caldi, cenere e frammenti di roccia.
I vulcani risultanti hanno pendii ripidi e coni instabili.
Queste eruzioni possono devastare ampie aree in pochissimo tempo.
Un esempio storico è il Montagne Pelée in Martinica.
Le eruzioni pliniane sono tra le più violente e prolungate, con colonne di cenere alte decine di chilometri.
L’emissione di gas, cenere e lapilli è massiccia, e può causare il collasso parziale del vulcano.
Sono eruzioni catastrofiche, in grado di distruggere città e territori circostanti.
Creano spesso caldere o grandi depressioni sul cono vulcanico.
Un esempio celebre è il Vesuvio nel 79 d.C., che distrusse Pompei e Ercolano.