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Vulcani particolari

L’attività vulcanica non è limitata alle terre emerse del nostro pianeta.
Esistono fenomeni vulcanici che si sviluppano sotto gli oceani e tracce di vulcanismo anche su altri corpi del Sistema Solare.
Lo studio dei vulcani sottomarini e di quelli extraterrestri permette agli scienziati di comprendere meglio i processi geologici profondi e l’evoluzione dei pianeti, mostrando come il vulcanismo sia un fenomeno diffuso e fondamentale nella storia dei corpi celesti.

I vulcani sottomarini

I vulcani sottomarini si trovano sul fondo degli oceani, spesso lungo le dorsali oceaniche o in zone di subduzione.
Sono molto numerosi e rappresentano la maggior parte dei vulcani presenti sulla Terra, anche se non sono visibili direttamente.
Le loro eruzioni sono generalmente effusive, perché l’acqua fredda raffredda rapidamente la lava, che solidifica formando strutture arrotondate chiamate lave a cuscino.
In alcuni casi, l’accumulo di materiale vulcanico può far emergere il vulcano dalla superficie del mare, dando origine a nuove isole vulcaniche, come accaduto in Islanda.
I vulcani sottomarini hanno anche un ruolo importante negli ecosistemi marini, perché le emissioni di gas e minerali favoriscono forme di vita particolari.

Immagine articolo Tra questi vulcani, uno particolarmente noto è il Marsili, che è un grande vulcano sottomarino situato nel Mar Tirreno, tra la Calabria e la Campania.
È il vulcano sottomarino più grande d’Europa e misura circa 3.000 metri in altezza dal fondale.
Le sue eruzioni sono principalmente effusive, con lava che si raffredda rapidamente a contatto con l’acqua, formando le caratteristiche lave a cuscino.
Anche se nascosto sotto il mare, rappresenta un vulcano potenzialmente attivo e viene costantemente monitorato dagli scienziati, perché un’eruzione potrebbe avere effetti anche sulle coste circostanti.

Vulcani dei corpi celesti del Sistema Solare

Il vulcanismo non è esclusivo della Terra, ma è presente o è stato presente su diversi pianeti e satelliti del Sistema Solare.
Tra questi i più famosi sono:

Monte Olimpo



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Il Monte Olimpo, situato sul pianeta Marte, è uno dei luoghi più straordinari del Sistema Solare.
Si tratta del vulcano più grande conosciuto, non solo su Marte, ma in assoluto, con un’altezza di circa 22 chilometri, quasi tre volte quella dell’Everest sulla Terra, e un diametro di base che si estende per oltre 600 chilometri.
La sua maestosità lo rende un simbolo della potenza geologica del Pianeta Rosso.
A differenza dei vulcani terrestri, il Monte Olimpo non ha una storia recente di eruzioni conosciute: la sua attività sembra essersi fermata circa 200 milioni di anni fa, durante il periodo geologico noto come il Neoterziano di Marte.
Tuttavia, la sua struttura conserva segni chiari di eruzioni antiche, con enormi colate laviche che hanno creato i pendii dolcemente inclinati tipici dei vulcani a scudo.
Il vulcano prende il nome dalla mitologia greca: come l’Olimpo sulla Terra era la dimora degli dèi, così il Monte Olimpo marziano si staglia come una montagna “divina”, visibile anche dagli strumenti satellitari in orbita. Le missioni spaziali, come quelle delle sonde Mars Global Surveyor e Mars Reconnaissance Orbiter, hanno permesso di studiarne la superficie con dettagli incredibili, rivelando crateri, canyon e antiche colate laviche che raccontano la storia del pianeta.

Vulcani di Venere





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Venere, il pianeta più vicino alla Terra per dimensioni, è noto per essere un mondo geologicamente attivo, dominato da una superficie coperta da vulcani e vasti altopiani lavici.
A differenza della Terra, Venere non ha placche tettoniche come le nostre; la sua attività vulcanica avviene quindi in modo diffuso, attraverso enormi colate di lava che scorrono sulla superficie e creano pianure estese.
I vulcani venusiani sono per lo più vulcani a scudo, simili a quelli di Marte o alle Hawaii, caratterizzati da pendii molto dolci ma con dimensioni impressionanti.
Tra i più famosi c’è il Maat Mons, alto circa 8 chilometri, e il Sif Mons, entrambi situati nella regione di Atla Regio.
Alcuni vulcani su Venere sono circondati da grandi caldere, frutto di crolli del terreno dopo l’emissione di lava.
Venere ospita anche caratteristiche uniche chiamate “pancake domes”, strutture tondeggianti e piatte formate da lava molto viscosa.
Questi vulcani insoliti non hanno equivalenti sulla Terra e testimoniano le differenze chimiche e fisiche tra i due pianeti, come l’atmosfera estremamente densa e ricca di anidride carbonica, con temperature superficiali intorno ai 460°C.
Nonostante le condizioni estreme, gli scienziati sospettano che alcuni vulcani venusiani possano essere attivi ancora oggi, sebbene non ci siano conferme dirette.
Le missioni spaziali, come Magellan negli anni ’90, hanno permesso di mappare la superficie e di studiare le caratteristiche vulcaniche, aprendo la strada a nuove esplorazioni.

Vulcani di Io





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Io è una luna di Giove, ed è famosa per essere il corpo più vulcanicamente attivo del Sistema Solare.
La sua superficie è punteggiata da centinaia di vulcani attivi, alcuni dei quali emettono lava e zolfo fuso a temperature altissime, fino a 1.600°C.
Questa intensa attività è causata dalle forze mareali generate dall’attrazione gravitazionale di Giove e delle altre lune vicine: il loro “tira e molla” riscalda l’interno di Io, alimentando i vulcani.
I vulcani di Io hanno forme e dimensioni diverse.
Alcuni, come Pele e Prometheus, producono colonne di materiale vulcanico alte decine di chilometri, visibili anche dai telescopi in orbita attorno a Giove.
Altri, come Loki Patera, sono grandi caldere che periodicamente si riempiono di lava incandescente, creando un fenomeno chiamato eruzione paterale.
La lava su Io non è solo rocciosa: spesso contiene zolfo e composti di sodio e potassio, che colorano la superficie con sfumature rosse, gialle e arancioni, rendendo Io un vero e proprio mosaico di colori alieni. A differenza dei vulcani terrestri o marziani, quelli di Io sono costantemente attivi, con eruzioni continue o ricorrenti.
L’osservazione di queste eruzioni ha fornito agli scienziati importanti informazioni sulla struttura interna di Io e sul ruolo della gravità gioviana nel modellare le superfici dei corpi celesti.

Vulcani di Encelado



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Encelado è una delle lune più affascinanti di Saturno, famosa non per la lava, ma per i suoi “vulcani di ghiaccio” o geyser cryovolcanici.
Questi vulcani espellono getti di acqua, vapore e particelle di ghiaccio dalla superficie, creando enormi colonne che possono raggiungere centinaia di chilometri di altezza nello spazio.
Questi fenomeni sono stati osservati in dettaglio dalle missioni Cassini negli anni 2000.
I vulcani di Encelado sono concentrati soprattutto nella regione polare sud, in una zona chiamata “tiger stripes” (strisce della tigre), dove enormi crepe nella superficie lasciano fuoriuscire il materiale dal sottosuolo.
Si pensa che sotto la crosta ghiacciata di Encelado ci sia un oceano globale di acqua liquida, riscaldato probabilmente da attrito mareale causato dalla gravità di Saturno e delle altre lune vicine.
Questo riscaldamento interno è ciò che alimenta i geyser, facendo salire l’acqua attraverso le fratture della superficie ghiacciata. Questi vulcani sono di grande interesse per gli scienziati perché l’acqua espulsa potrebbe contenere composti organici, rendendo Encelado uno dei luoghi più promettenti per cercare tracce di vita extraterrestre nel Sistema Solare.
Diversamente dai vulcani di Io o Marte, qui non c’è lava: l’attività è legata all’acqua e al ghiaccio, creando un paesaggio che sembra quasi scongelarsi dal profondo.